La mente in gioco

Si tratta di veri e propri Spazi di Gioco: 6 aree dedicate a giochi di strategia, per una vera e propria palestra per la mente. Ogni zona è composta da un campo da gioco “gigante” ove il pubblico si sfida, e alcuni tavolini in cui chiunque voglia può fare una partita con un amico, con un animatore, o con qualcuno che magari ha appena incontrato. Da un grande "classico moderno" come Hex al semplicissimo ma intrigante Germogli, dal particolare Pylos all'antico gioco africano Oware, dal semplice Nim al moderno Quarto: i giochi proposti permettono partite veloci, divertenti e stimolanti anche per i non professionisti. L’obiettivo è quello di sviluppare nei ragazzi, attraverso l’approfondimento di alcuni giochi di strategia, la capacità di analizzare una situazione, rispettare le regole del gioco, elaborare tattiche efficaci, pianificare strategie, esaminare razionalmente il comportamento proprio e altrui. I giochi di strategia e di logica stimolano inconsapevolmente grandi e piccoli a sviluppare quelle facoltà mentali che vengono utilizzate in matematica per intuire soluzioni a situazioni problematiche. I bambini e gli adulti traggono piacere dal gioco che permette loro di esercitare il loro repertorio di abilità e li gratifica con il senso di efficacia che nasce in loro facendo qualcosa che riesce bene.

La mente in gioco in Tanzania

Esperienza di Michele Canducci.

Il lavoro è anzitutto il frutto dell'attività di Michele Canducci con l'associazione Karibuni Assistenza alle Popolazioni (A.K.A.P.). In questo ambito è stato lanciato un progetto triennale di cooperazione con la scuola secondaria di Dawdi, Tanzania. A partire dalla consapevolezza che sia cruciale promuovere l'educazione scolastica in contesti rurali e poveri, come mezzo e possibilità di evoluzione sociale e culturale, l’associazione si propone di progettare e realizzare interventi a carattere didattico indirizzati ad una scuola secondaria superiore. Lo scopo è quello di sensibilizzare insegnanti, studenti e popolazione circa l’importanza del dialogo interculturale come confronto costruttivo e non impari e promuovere una più ampia consapevolezza nella popolazione locale di Guandummehy, distretto di Arusha (Tanzania), dell'importanza e delle opportunità dell’istruzione ed educazione scolastica. Il problema economico del reperimento dei materiali è stato aggirtato attraverso l'uso di materiale prodotto localmente, che quindi risulterebbe disponibile e a poco costo. Questa soluzione presenta inoltre il vantaggio che gli studenti si troverebbero a lavorare con materiali a loro familiari; un tale approccio risulterebbe anche "amico dell’ambiente".